Nuovi interessanti interrogativi son sorti, dall'ultimo post e non solo a questa parte.
Che dire, che dire del resto?
L'essere è umano solo con la dignità. Che dignità è il non saper cosa si è? Che dignità è il non voler scoprire la propria natura? C'è dignità, nella scelta di non scegliere?
Nell'occhio della balena del cielo risplende un antico richiamo. Rispondere? Non udire? Insieme saltare e distruggere? O cancellare ciò che fu, ciò che è, ciò che sarà con il semplice bacio del metallo?
Davvero Dio si conosce solo grazie ad Einstein?
Tipicamente la tecnologia non mi consente di distrarmi. Dato che il nuovissimo e iperfuturistico portatile sembra non percepire neppure la connessione ISDN e permettermi di giocare a WoW, mi ritrovo a scrivere su questa sventurata pagina internet mentre ascolto i R.E.M. .I R.E.M. . Dove andremo a finire?
Ragionavo che è da un bel pò che non pubblico niente, ma è anche un bel pò che non scrivo niente, se non cose senza filo logico e che ho paura di rileggere. Però tra un poco ci provo. No. Meglio di no.
Provassi a descrivere gli squarci e gli oceani che a volte si aprono di fronte agli occhi, raccontassi la luce che illumina le distese più vaste, cosa accadrebbe?
E' un periodo, uno di quelli, ma nuovo, un periodo in cui il passato mi sembra così vicino da poterlo toccare. Il passato, la complessa matrice di buona parte dell'attuale essere, non lo si può dimenticare, perchè prima o poi ritorna. Ma ritorna forse perché è in qualche modo ancora in vita? Perché i suoi stessi elementi costitutivi camminano ancora per queste terre? Perché il sangue scorre caldo nelle vene dei ricordi? Posso, devo, dovrei fare qualcosa? E' giusto percepire voragini nella carne per qualcosa del genere? Anche, per qualcosa del genere, perlomeno. Dovrei distruggere il passato?
Cosa significherebbe? Non posso dirlo. Ma la realizzazione non sarebbe così lontana.
Però, però, però, non ho il coraggio, la voglia, o il diritto di fare qualcosa del genere. Insomma, non dico che sarebbe troppo facile...sarebbe l'unica via...ma.
Mi andava di giocare a WoW stasera, cavolo. Sono riuscito a connettermi ma andava a 50k, mi diceva "unable to connect" senza neanche provarci. Che onta. E che palle. Andrò a percorrere le sterminate e desolate lande di Fallout 3, l'unico gioco che mi capisce davvero, per tante cose. Basta.
-Tu ci credi nei fantasmi?
-No.
-E allora perchè sei uscito dal muro?
Uhm,già.
Proprio uhm.
Cosa aggiungere? E' tutto così esplicativo. Tra un poco andrò a giocare a fallout3 sull'xbox gentilmente regalatami da amici colleghi e anna domenica scorsa...con una festa a sorpresa che mi ha lasciato alquanto stupito. Non mi era mai capitata una cosa così. Più che la festa in sé, mi ha sorpreso l'idea e la messa in pratica...non sono abituato a queste cose, affatto affatto...e devo ringraziare davvero molto gli organizzatori(ma principalmente l'organizzatrice) del progetto.
Per quanto concerne l'organizzatrice, che dire, sono veramente felice di averla accanto. E' stata un lampo di luce, improvviso, e ora é un vero e proprio stabile Sole. Non ci fosse lei non avrei più punti di riferimento-del resto come fai a capire dov'è l'est senza il Sole?- non avrei più una gran voglia di fare, nè forse una gran voglia di essere.
Ci sarebbe di nuovo e soltanto il buio. Non che adesso non ci sia, beninteso, ma quando c'è il Sole la luce scaccia il buio. O meglio, lo copre, lo nasconde, impedisce che si veda. C'é, ma é come se non ci fosse. No? E poi occhio non vede, cuore non duole.
Però può bastare anche solo un bus, una canzone, la Luna e una galleria per ricordartelo. Perchè devi ricordartelo. Sempre. Devi sempre sapere che prima o poi torna, sta un poco, e poi se ne va, ti occupa il petto, ti invade i polmoni, ti soffoca da dentro, e poi se ne va, se ne va sempre con qualcosa, ogni volta qualcosa di nuovo, un pezzo, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, tredici, ventinove, e ti dispiace se se ne va, perchè comunque ha qualcosa di tuo, no, del resto, che ci puoi fare, devi sempre sapere, ricordare, sentire
Una volta ho visto una gruccia appesa a un albero. Ora, detta così ti sembra una cosa buffa. Ma ti prego, prova a pensare di stare camminando la sera, nel freddo, sentendo i tuoi passi, nel buio, e di vedere una gruccia appesa a un albero.
Piove. Un bel pò, pure. Sono a casa da ieri sera, non avevo lezione, e questa specie di infiammazione alla gola richiedeva un riposo che Cosenza non può permettermi. Fa pure freddo,però.
Domani compio 18 anni,evviva evviva,gaudio e giubilo. In realtà la cosa non mi sembra così spettacolare. Non rappresenta molto: in termini pratici, potrò votare (si ma chi?), potrò prendere la patente (tra sette mesi), potrò finire in prigione se uccido qualcuno (è finita la pacchia), potrò andarmene di casa se lo vorrò. E' questo il punto più intrigante. Il resto è quasi niente. In realtà non cambierà nulla, e la cosa non mi dispiace nè mi piace, non cambia nulla appunto. Penso che la "maggiore età" si dovrebbe attestare con un test o una prova pratica, non con un 18 sulla carta d'identità; e con questo non dico che mi sento iper-precocemente-maturo, solo che non voglio che mi si giudichi di primo acchitto solo in base all'età. E' un pò mortificante, a pensarci.
Perchè? Perchè ci sono mooolti diciottenni,nel mondo,che si comportano come bambini di cinque anni e mezzo; ci sono ventiseienni che ragionano come tredicenni; ci sono anche quindicenni che ragionano come quindicenni, pensa tu. Ma gli altri due esempi sono più importanti.
Morale è che i diciotto anni sono, per me, quelli che stanno tra i diciassette e i diciannove. Inutile dire che è abbastanza triste, ma sono contento così, alla fine mi vado bene come sono e chisenefrega di tutte le altre cretinate. Certo non dovessimo andare alla cavallerizza e mangiare tuttievviva sarebbe meglio, ma pazienza...e pare che mi regaleranno un Ipod. A me. Un Ipod. Non lo butto via,certo, ma devo dire che i miei parenti non mi conoscono molto O.o
Ipod...
Che altro? Ci tengo a ricordare al mondo quanto faccia schifo e quanto io sia superiore e divino rispetto a tutto il resto, anche se è un pò scontato, ma pazienza >_> e aggiungo infine che questa notte ho visto qualcosa. Stavo andando a prendere un bicchiere d'acqua, il corridoio era buio. Sono passato davanti allo studio e la finestra era aperta,non so perchè. Filtrava luce, mi sono incuriosito, mi sono avvicinato. E ho visto. E' stato un attimo, era fermo davanti alla finestra, sul giardino. Aveva i contorni confusi, ma luminescenti. E' volato via quasi subito. Forse ho solo sognato. Però ho un'idea su cosa fosse. IPOD
In fondo sarebbe semplice,no? Comunque. Voglio dire, libero fluire di coscienza e trappole. Di solito questo non vuol dire nulla, ma cavolo, cioè, insomma, voglio dire, ecco. Quello. Stai lì a essere un fotocopio(a) di che? Ecco cosa sei, fotocopio(a) di fotocopie, tutte uguali a se stesse, nemiche di una altra fotocopia e comunque davvero bisognerebbe fare qualcosa, alla fine, insomma
Perchè si è perso ogni barlume di morale? Perchè è più facile,comodo, e fiqo. Fiko, figo, come preferite. Oh la bellezza del lanciafiamme...
Se il mondo è un liuto, la scienza lo suona come se fosse un tamburo. Ci picchia sopra, ci picchia anche bene, viene fuoni un ritmo piacevole.
Ma non è così che si suona un liuto. Bisogna saper pizzicare le corde, premerle nei giusti punti, e questo la scienza non lo sa fare. La tecnica non sa come si suona il mondo. Pretende di farlo, ma non può saperlo.
C'è qualcos'altro che permette di farlo, qualcosa che è nascosto, segreto, e che sa come far cantare la realtà. Il liuto può essere suonato, altrimenti non esisterebbe(forse), e io voglio sapere come si fa. Qual'è il modo di tenerlo, quale la postura, quali sono i gesti. Riuscirò a conoscere? non lo so.
Però non è con la tecnica, la matematica esatta o l'ingegneria che permette di suonare, non è tramite formule che si può conoscere lo strumento, c'è qualcosa di più, qualcosa che non entra nella calcolatrice. Ci deve essere. Altrimenti sarebbe tutto ancora più triste, perfettamente conoscibile e inconoscibile all'uomo, tutto meccanicamente coincidente nel glorioso progredire umano. Banale.